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Storia degli anelli, un viaggio dalla Preistoria ai giorni nostri

Ormai lo avrete capito, questa attività di approfondimento riguardo la storia dei gioielli ci ha preso totalmente.

Negli scorsi articoli vi abbiamo parlato dell’origine dei gioielli e della storia delle collane. Quello di cui parleremo oggi è la storia degli anelli, i più diffusi gioielli nel mondo! Pronti a partire?

L’età del Bronzo, l’inizio di tutto

Come dicevamo il nostro viaggio comincia nella Preistoria, più precisamente nell’età del Bronzo. I primi anelli infatti risalgono a questo periodo, quando, poco più che semplici cerchietti, venivano usati per abbellire le dita.

Nel corso dei secoli questa usanza e le tecniche di produzione si sono raffinate fino ad arrivare ai giorni nostri, sebbene nei millenni siano cambiati i significati e il relativo simbolismo.

Faraoni, sigilli e fedeltà eterna: la storia degli anelli nell’età imperiale

Come per le altre tipologie di gioiello, anche gli anelli hanno vissuto la loro prima grande evoluzione all’epoca dei grandi imperi. Basti pensare ai Faraoni e alla ricchezza dei corredi della nobiltà egizia: nell’antico Egitto sacerdoti e nobili erano soliti ornare le proprie dita con meravigliosi anelli in oro realizzati con specifiche caratteristiche. Gli stessi anelli erano degli autentici sigilli con cui siglare i documenti a mo’ di firma.

Nell’antica Roma invece l’anello assume un nuovo significato: oltre a simboleggiare ricchezza e nobiltà, se indossato sul dito anulare sinistro l’anello diventa simbolo di fedeltà per i coniugi appena sposati. Si riteneva infatti che proprio nell’anulare sinistro passasse la vena dell’amore, che dal dito arrivava direttamente al cuore. Da qui il valore romantico del gioiello giunto fino a noi.

L’anello piscatorio, l’usanza papale nata nel Medioevo

Anche la Chiesa nel corso dei secoli ha subito il fascino degli anelli. Cardinali e vescovi della chiesa Cattolica erano soliti indossare anelli intarsiati o ricchi di pietre preziose incastonate di cui ne custodiscono la memoria i musei di tutto il mondo.

A lanciare l’usanza tra i papi di indossare l’anello del pescatore di anime (più comunemente noto come anello piscatorio) fu papa Clemente IV nel 1265, in pieno Medioevo. Da allora, tutt’oggi, ogni papa indossa il suo anello personalizzato, realizzato subito dopo l’elezione del pontefice e distrutto immediatamente dopo la sua morte.

Dal rinascimento ai giorni nostri

Finito il Medioevo, il valore e il prestigio associati agli anelli non è cambiato. E’ proprio nel Rinascimento infatti, il periodo successivo all’era di mezzo, che l’anello diventa simbolo dell’elevato status sociale di chi lo indossava.

In questo periodo inoltre il significato di fedeltà associato a questo gioiello si amplia e assume quest’accezione non solo tra gli sposi, ma anche tra i re e i loro sudditi, a cui erano soliti donare preziosi gingilli come simbolo del legame che univa corona e nobiltà.

Gli anelli oggi

Che storia meravigliosa quella degli anelli vero? Per quanto perdurino ancora oggi alcune delle grandi tradizioni legate a questo gioiello, l’uso che se ne fa nell’epoca attuale è molto meno solenne e più disinvolto. La moda di questi anni addirittura suggerisce di indossarne uno per ogni dito, semplice o appariscente che sia.

 

E voi in quale epoca avreste voluto indossare i vostri anelli?
A noi l’idea di mettere la firma con un bel sigillo non dispiace!

Alla prossima storia!

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